SIMONCELLI: LA MUSICA, LA MIA VITA

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SIMONCELLI: LA MUSICA, LA MIA VITA

Messaggio  Sam il Sab Ott 11, 2008 5:54 pm

Parliamo di musica e di un album per i più sconosciuto, ma che merita un ascolto particolare per le sue interpretazioni e per l'arte che Marco Simoncelli vuole farci arrivare alle orecchie. Non voglio aggiungere altro e buona lettura, Marco si è dimostrato molto “giovanile” e del tutto sincero e vi assicuro che queste righe scorreranno via con una facilità devastante!

Siamo in compagnia di Marco Simoncelli. Vuoi presentarti ai nostri amici del web e parlarci un po' del tuo curriculum artistico? Ciao a tutti e grazie per avermi concesso questo spazio. Beh, che dire, dopo un inizio che definirei stereotipico per un adolescente con passione per la musica, ovvero: prendo lezioni di piano anziché frequentare gli allenamenti all’oratorio, formo piccole band giovanili anziché partecipare ai tornei di calcio e poi qualche concertino partendo dalla parrocchia del rione fino ad arrivare a locali live come la birreria “tre ponti” di busto arsizio (i piu’ anziani forse ricorderanno). Prendo coscienza che la musica mi accompagnerà per lungo tempo all’inizio degli anni ’90 e mi consolido, come tastierista, in diverse formazioni dell’hinterland milanese, prediligendo da principio la musica rock ed andando via via sempre piu’ verso il R&B ed il Funk , per finire, anche grazie alla passione per lo strumento “armonica a bocca” con il prediligere decisamente il blues. A questo punto (siamo alla fine dei ’90) sto vivendo la musica in maniera piu’ eclettica e mi esibisco regolarmente in diverse formazioni come tastierista, in altre come cantante, in altre come armonicista . La militanza in formazioni composte da musicisti sempre piu’ validi e preparati mi spinge a riprendere gli studi. Insomma, parliamoci chiaro, se vuoi suonare con “quelli bravi”, devi essere preparato; intendo dire, talento a parte, preparato ad ascoltare e parlare la stessa lingua delle altre persone con cui suoni, senno’ come fai a comunicare? Quindi: mi perfeziono dapprima con Sante Palumbo, forse il miglior piano stride che il bel paese abbia mai avuto, e poi con Luciano Zadro, chitarrista di fama internazionale. Grazie alla frequentazione di questi mostri sacri ed all’incontro con Max De Aloe, capisco che è giunto il momento di rivolgere la mia attenzione verso il jazz e verso l’armonica cromatica. Il resto è storia recente, piu’ o meno….

Parliamo del tuo album “Tuttology”. Innanzitutto, come lo definiresti e da cosa deriva questo nome? Tuttology è una scommessa, l’ho realizzato con l’intenzione precisa di proporre il disco, ed in generale la mia maniera di interpretare l’armonica a bocca, dal vivo. Voglio vedere se in una babele di generi, gusti, defininizioni ed etichette, del tipo se sei ska non sei rock, se sei pop non sei jazz, ma tu “sei piu’ blues o piu’ rock blues?!?” c’è ancora spazio per suonare semplicemente musica,che, come dice il mio maestro Sante Palumbo, è solo di due generi: quella bella e quella brutta. Ecco, io vorrei di preferenza suonare quella bella…
Il titolo deriva dal soprannome che mi ha affibbiato ormai tanti anni fa il mio amico Lucky Scaglioni. Amo cimentarmi in una serie di attività delle piu’ disparate: innanzitutto oltre alla musica ho un lavoro (per il momento con l’armonica a bocca non si campa), poi, oltre a suonare l’armonica, mi puo’ capitare, anzi mi è capitato di: fare il presentatore, cantare in un coro gospel in mondovisione, fare il dj, essere conosciuto da molta gente solo come “sonny” (giuro che non sanno come mi chiamo), acquistare una bici da corsa dopodiché spararcisi sopra 100 km il primo giorno, tornare da un viaggio di lavoro e ,cambiandomi in auto (guidavo!), salire sul palco…insomma per questo e perché ho frequentato davvero tutti i generi musicali, questo mio amico ha cominciato a chiamarmi “il tuttologo”.

Nove brani tutti di spessore che riproponi con i tuoi arrangiamenti e che spaziano nei generi, vuoi parlarci di questa visione molto “aperta” verso vari stili musicali? Come detto in precedenza ho frequentato davvero tutti gli stili musicali e , per mia fortuna, l’ho fatto insieme con musicisti e band di un certo spessore. Ho suonato Blues, Rock, Ska, Musica d’Autore, Brasil, Latin jazz…Tuttology, ed i brani in esso contenuti, sono per così dire il riassunto, il bigino del mio percorso musicale ad oggi. Inoltre, e questo è forse un bagaglio che mi porto dall’adolescenza, non riesco ad affezionarmi ad un solo genere musicale. Quando ero ragazzino ricordo tutti i miei amici che si riunivano in compagnie, assolutamente chiuse ed esclusive ognuna con i suoi argomenti, le sue passioni, la sua musica. bene….era piu’ forte di me ma in tutte io ci trovavo persone interessanti e quindi, senza volermi legare particolarmente ad una di esse, cercavo di frequentarle tutte. Risultato?.... penso di aver fatto altrettanto con la musica, l’ho trovata interessante da ascoltare e da suonare tutta (quella bella ovviamente) e non mi sono mai particolarmente affezionato a nessun genere.

Raccontaci dei musicisti che hanno collaborato con te in questo album. Li adoro! Ecco, loro sono il classico esempio di “quelli bravi”, quelli che quando hai 20 anni vai sentirli dal vivo perché loro suonano di brutto, perché loro di anni ne hanno 30 e sono 10 anni avanti a te, perché tu sei appena uscito dalla sala prove e loro invece stanno salendo sul palco con Ronnie Jones! Naturalmente poi passa il tempo e da miti diventano amici…. La spina dorsale, la base ritmica dell’album, è costituita dai sette40 (Angelo Corvino, Dario Estrafallaces, Fabio Agatea), nei loro vastissimi curricula musicali spiccano appunto 2/3 anni come band fissa di Ronnie Jones, tanto per intenderci stiamo parlando di un calendario di 70/90 concerti all’anno. Il lavoro è poi stato completato dalla chitarra di Paolo Salcuni, ottimo liutaio oltre che musicista eccezionale, e dalla tromba di Stefano Banfi, fiatista di estrazione rock steady attualmente in tour con Africa Unite e Mr. Tbone. Il tutto è stato infine impreziosito dalla partecipazione di Dario Parisi, chitarrista dallo stile delicato con il quale mi esibisco di sovente in duo.

Noi siamo una “testata on-line” e quindi abbiamo lettori tutti più o meno appassionati di web. Vuoi indicarci il tuo sito dove trovare informazioni sui tuoi prossimi impegni? Molto semplice, ho uno spazio su myspace che tengo aggiornato, appena la promozione dell’album darà i suoi frutti vedrete il calendario sempre piu’ fitto (me lo auguro). Per visitarmi www.myspace.com/marcosimoncelli

Cosa rappresenta la musica nella tua vita? Che domandona!!!! Insieme ai miei bambini e a mia moglie direi: la vita stessa. e…come dice Califano: tutto il resto è noia.

Domanda che pongo a tutti i musicisti e agli addetti al settore nelle mie interviste. Cosa ne pensi del panorama musicale e in genere culturale in Italia? Dovevi proprio farla eh? Guarda, prima ti porto degli esempi, che sanno meno di astratto, poi traggo le conclusioni, ok? Francesca, amica pittrice, dotata di talento straordinario: non espone non so da quanto tempo, campa restaurando mobili. Alberto e Gio: campano suonando, sono eccezionali e dovrebbero farli suonare 8 giorni su 7, ma su 20 date in calendario se guardi bene, 15 sono all’estero. Alberto, altro ottimo musicista, dopo l’ennesima data deludente, quella per intenderci dove nessuno capisce niente di quello che stai suonando, mi manda un sms : “ma perché non sono nato anch’io con in testa la gazzetta e le veline? Adesso non sarei qui ad incazzarmi”. Il panorama musical culturale italiano è a ground zero, e pensare che noi la musica, la poesia, la pittura, l’architettura, la scultura le abbiamo inventate, migliorate, portate ai piu’ alti livelli e per 2/3 mila anni ne siamo stati detentori e maestri indiscussi…. prima o poi doveva finire. Pero’ che amarezza!

Sam
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